SAI di Manfredonia, la storia di una famiglia ucraina accolta nel progetto
Tetiana, 35 anni, suo figlio Daniel, 7 anni, e sua madre Olha, 57 anni. Sono arrivati in Italia a luglio 2024 a causa della guerra in Ucraina. Sono stati inseriti nel progetto 𝐒𝐀𝐈 – 𝐒𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐝 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining. Tetiana è una studentessa di dottorato in una università di Kyiv, scrive una tesi in psicologia. In Italia, Tetiana fa un tirocinio di un anno nel Dipartimento Internazionale dell’Università di Foggia, lavorando con studenti Erasmus. Olha è pensionata. In Ucraina ha lavorato per 35 anni come infermiera nel reparto infettivo di un ospedale, anche durante la pandemia di coronavirus. Daniel va a scuola in Italia e ha finito la prima classe della scuola primaria. Tutti i membri della famiglia studiano la lingua e la cultura italiana, perché vogliono integrarsi nella società italiana. Purtroppo, la guerra in Ucraina continua a peggiorare e Kyiv è sotto terribili bombardamenti.
«Siamo molto grati per tutto l’aiuto, l’accompagnamento e il supporto. È un’esperienza incredibile. Non ci aspettavamo un atteggiamento così sincero, gentile e aperto verso di noi. Lo apprezziamo molto e teniamo tanto all’umanità e alla gentilezza – racconta Tetiana – . Siamo molto grati al progetto 𝐒𝐀𝐈 per averci accolto, aiutato e sostenuto in tutto. Dal primo giorno della nostra partecipazione, sentiamo che si prendono cura di noi. È incredibile. Nel progetto ci hanno aiutato a ottenere i documenti, ci danno consigli su tutte le questioni legali, ci hanno aiutato a frequentare la scuola per adulti per imparare la lingua e avere un’istruzione in futuro. Questo è molto importante».
In futuro, Tetiana vuole studiare per diventare mediatrice interculturale e lavorare in Italia con i rifugiati. Ha studiato psicologia e ha esperienza personale di adattamento in un nuovo paese. Tetiana vuole aiutare soprattutto le donne con bambini. Daniel frequenta una scuola di danza e dall’anno prossimo vuole iniziare ad allenarsi a calcio. Per tutta la famiglia è molto importante dare al bambino un futuro sicuro e pieno di possibilità in un paese bello e accogliente e soleggiato come l’Italia. «Nel progetto ci aiutano molto anche con i problemi di salute. Purtroppo c’è chi in famiglia si è ammalato e è andato in ospedale. In questa situazione difficile abbiamo sentito ancora una volta un grande sostegno e cura per noi. Quando abbiamo chiesto al progetto di migliorare le condizioni abitative – prosegue Tetiana – ci hanno trasferito in un altro appartamento. Ci vengono sempre incontro e vogliono aiutarci ad adattarci meglio».
Non solo. La giovane ucraina mette in evidenza anche un altro aspetto: «Per noi è molto importante anche il supporto psicologico. Nel progetto studiamo la lingua italiana con un insegnante, in un’atmosfera accogliente insieme a rifugiati di altri Paesi. Questa atmosfera è sincera, ognuno può essere sé stesso ed è accettato. Siamo molto grati all’Italia e all’equipe del 𝐒𝐀𝐈 per tutto quello che hanno fatto e continuano a fare per noi. È meraviglioso!».

