SAI di Manfredonia, incontro sulla Felicità con gli scout Agesci del Manfredonia 1
Casa dei Diritti di Siponto ha ospitato l’incontro dedicato al tema della felicità tra rover e scolte del clan/fuoco del gruppo scout Agesci del Manfredonia 1 e beneficiari e beneficiarie del progetto 𝐒𝐀𝐈 – 𝐒𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐝 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining. Tutto il percorso si gioca sul filo delle 𝐄𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, nella condivisone e nello scambio degli stati d’animo che prova ciascuno di noi. I partecipanti, quindi, hanno riflettuto prima individualmente e poi in gruppo sul significato profondo del concetto, condividendo pensieri personali. Per un bambino, ad esempio, la felicità coincide con la possibilità di avere una famiglia unita, per un altro, invece, significa vivere in un mondo in cui gli ostacoli possano trasformarsi in opportunità di crescita e cambiamento.
Successivamente, i ragazzi hanno rappresentato la felicità attraverso dei simboli, poi ognuno ha ricevuto un cordino sulla quale è stato fatto un nodo. Tutti i cordini sono stati unite tra loro fino a formare un cerchio, simbolo di unione, condivisione e legame. Tutta l’attività si è svolta all’insegna del scout. Una bella occasione per le ragazze e i ragazzi dai 16 ai 21 anni dell’AGESCI – Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani che grazie all’esperienza dello scoutismo camminano sui passi della responsabilità, del servizio, dell’autonomia, con il desiderio di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo hanno trovato, come ricordava Baden Powell, il fondatore del movimento scout nel mondo. Ed anche per gli accolti del progetto 𝐒𝐀𝐈, che possono vivere ulteriori momenti di socializzazione, confronto, riflessione.
«I ragazzi avevano deciso di affrontare il tema dell’accoglienza già durante l’inverno e adesso vogliono proseguirlo nella loro comunità, anche perché non conoscono queste realtà. Diventa così un’occasione per stimolare il gruppo e avvicinarlo su questi argomenti per aiutare i nostri giovani a crescere e ad aprire gli occhi sul mondo» ha spiegato Manuela Di Padova, capo fuoco del clan Manfredonia 1. «Divisi in gruppi, per rendere più facile il coinvolgimento di tutti, faremo attività pratiche e giochi e sicuramente da questa esperienza impareremo tanto sia noi sia i beneficiari del progetto».










