
La tutela dei diritti delle persone più fragili. Dei senza dimora, di quanti – italiani e migranti, uomini e donne – restano invivibili perché confinati tra la polvere della povertà, dell’emarginazione, dell’escursione sociale. Prendersi cura di loro aiuta a misurare il livello di umanità, accoglienza, civiltà di un Paese, di una comunità, di una fetta di territorio. Perché come dice da 25 anni Avvocato di Strada “Non esistono cause perse”. Lo ricorda bene nel suo libro Antonio Mumolo, presidente nazionale dell’associazione che mette insieme il più grande studio legale d’Italia, dove mille avvocati-volontari sparsi in tutto il Paese, compreso lo sportello di Foggia attivo da 21 anni, offrono assistenza legale gratuita alle persone senza dimora, italiani e migranti, a tutti coloro che vivono in situazioni di fragilità sociale, di emarginazione, di povertà e che non possono beneficiare del gratuito patrocinio a spese dello Stato in quanto privi del requisito della residenza anagrafica. Per loro, “non esistono cause perse”, che richiama il titolo del libro “𝐍𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐞: 𝐆𝐥𝐢 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚” (Intra edizioni), scritto insieme a Giuseppe Baldessarro, e presentato negli spazi della bottega centonove/novantasei allo Slow Park.
Tra battaglie legali portate avanti per affermare i diritti di chi vive in strada, aneddoti su storie vissute, consigli pratici per aiutare concretamente chi vive ai margini, la presentazione è stata un’occasione per riflettere sui temi della povertà e della grave emarginazione sociale, coinvolgendo cooperative, associazioni, sportelli che quotidianamente sono impegnati su questi temi. Centrale, comunque, resta la questione della residenza anagrafica fittizia, che permette alle persone senza dimora di tornare visibili, di poter accedere ai loro diritti, alla possibilità di avere un contratto di lavoro, partecipazione ai bandi per gli alloggi popolari, avere il medico di base e così via. Ma ancora oggi non tutti i Comuni italiani sono virtuosi nel rilasciare la residenza anagrafica fittizia, tanto da spingere Avvocato di Strada a “sollecitare” un’inversione di tendenza e a garantire questo diritto a chi viene negato. Bella anche la condivisione di Alice Maria Alfarano, che in rappresentanza di studenti e studentesse della Clinica Legale “I diritti dei senza fissa dimora e dei migranti”, ha portato la loro esperienza di servizio legale per senza dimora, migranti, poveri al fianco di vari enti del territorio come Medtraining, Cgil, Caritas, Anolf Cisl.
Grazie anche alla presenza di Carmine Spagnuolo, presidente della cooperativa sociale Medtraining; Claudio de Martino, coordinatore Avvocato di Strada di Foggia – ricercatore Diritto del Lavoro Università di Foggia; Andrea La Porta, associazione Fratelli della Stazione; Anna Tappi, presidente di Solidaunia e quanti hanno partecipato. Grazie alle foto di Giuseppe Lacertosa, che fa della fotografia una missione solidale.
E.M.








