SAI di Manfredonia, per i beneficiari l’archeologia diventa spazio di relazione

Riprendiamo da ArcheoSipontum. Il laboratorio sperimentale di archeologia pubblica di “𝐇𝐄𝐑𝐈𝐓𝐀𝐒_𝐫𝐞𝐬𝐞𝐚𝐫𝐜𝐡” dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro che coinvolge attivamente beneficiari e beneficiari del progetto 𝐒𝐀𝐈 – 𝐒𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐝 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 – promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa sociale Medtraining nella conoscenza del Parco Archeologico di Siponto

 

Intrecciare saperi. L’archeologia come spazio di relazione
Dopo aver conosciuto il luogo e le persone, nel terzo incontro del laboratorio sperimentale di archeologia pubblica di 𝐇𝐄𝐑𝐈𝐓𝐀𝐒 abbiamo provato a fare insieme. Con Matteo De Sio, dottore di ricerca ed esperto di tessitura nel mondo antico, abbiamo sperimentato tecniche, strumenti e gesti della produzione tessile antica. L’archeologia sperimentale permette di passare dalle tracce ai processi che le hanno prodotte, recuperando attraverso la materia e i gesti la dimensione concreta del fare.

Ciascun partecipante ha realizzato un peso da telaio in argilla, con stampi o attraverso la modellazione manuale, personalizzandolo con segni, disegni e iscrizioni. Abbiamo poi iniziato a predisporre sul telaio i fili di lana per la tessitura che sperimenteremo nel prossimo incontro. Il lavoro sulla materialità ha fatto emergere anche esperienze e conoscenze inattese. Un ragazzo del Mali ha riconosciuto nel telaio uno strumento molto simile a quello utilizzato da suo padre. Ne ha descritto il funzionamento e, parlando in bambara, ci ha restituito i nomi del telaio, della spola e degli altri strumenti della tessitura nella sua cultura. Abbiamo raccolto e registrato la sua testimonianza. Un telaio utilizzato per conoscere la tessitura antica ha così fatto emergere un sapere contemporaneo, una memoria familiare e il lessico di un’altra tradizione artigianale. Il rapporto tra chi trasmette e chi riceve conoscenza si è rovesciato: il partecipante è diventato portatore di un sapere che è entrato a pieno titolo nel laboratorio.

È questo il ruolo di medium che stiamo sperimentando per l’archeologia: mettere in relazione tracce del passato e conoscenze del presente, facendo emergere confronti tra pratiche, tecniche ed esperienze appartenenti a tempi e contesti culturali differenti. Alla fine dell’incontro sono rimasti pesi da telaio tutti diversi e i primi fili predisposti per la tessitura, una buona immagine per sintetizzare ciò che sta accadendo nel laboratorio: non cancellare le differenze, ma creare le condizioni perché le tracce individuali comincino a costruire una trama comune.
Foto: ArcheoSipontum

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