Il SAI di Manfredonia intitolato a padre Arcangelo Maira, ora c’è la delibera di Giunta

Il progetto 𝐒𝐀𝐈 – 𝐒𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐝 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa Medtraining è stato ufficialmente intitolato a 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐀𝐫𝐜𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨 𝐌𝐚𝐢𝐫𝐚, missionario scalabriniano che tanto ha fatto in favore dei migranti, degli invisibili, delle persone più fragili nel nostro territorio. In particolare, nel ghetto di Borgo Mezzanone, dove per tanti anni ha accolto, incluso, aiutato tanti cittadini che ancora oggi lo ricordano con affetto e gratitudine. Lo avevamo annunciato già a giugno, in occasione degli eventi che hanno animato la “𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐑𝐢𝐟𝐮𝐠𝐢𝐚𝐭𝐨”, ma adesso è diventato un riconoscimento ufficiale perché sono stati adempiuti tutti i passaggi.

L’indirizzo favorevole è stato espresso dalla Giunta comunale di Manfredonia con la deliberazione numero 204, approvata all’unanimità il 14 settembre 2026 su proposta del sindaco Domenico La Marca, dopo aver anche sentito gli Uffici del Servizio Centrale SAI per i quali nulla osta alla iniziativa in questione. Nella delibera, quindi, si riconosce che «padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano, ha svolto tra il 2007 e il 2015 un intenso servizio pastorale e sociale nel territorio di Manfredonia, in particolare località Siponto e della Capitanata, dedicandosi in particolare ai migranti stagionali presenti nei ghetti della campagna foggiana e alle persone più fragili; padre Arcangelo ha lasciato un ricordo profondo nel territorio per il suo impegno umano, sociale e spirituale, distinguendosi per la capacità di creare relazioni, promuovere percorsi di accoglienza e coinvolgere numerosi giovani volontari in attività di solidarietà e inclusione; la sua testimonianza risulta fortemente coerente con le finalità del progetto SAI “Capitanata Solidale”, fondato sui principi dell’accoglienza, della tutela dei diritti e della dignità della persona».

Di conseguenza, l’Amministrazione comunale di Manfredonia «intende rendere omaggio alla memoria di padre Arcangelo Maira attraverso l’intitolazione simbolica del progetto SAI “Capitanata Solidale”». Chi ha conosciuto padre Arcangelo sa quanto bene ha fatto alla nostra comunità, in modo particolare alle persone più fragili, ai migranti che vivevano nei ghetti, ai più fragili. Ha coinvolto tanti giovani nel campo di servizio “Io Ci Sto”, ha più volte denunciato le drammatiche condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano i braccianti nei ghetti, ha contribuito a rendere più consapevoli i braccianti agricoli dei loro diritti di lavoratori, ha organizzato corsi di lingua italiana per facilitare l’inclusione, ha promosso tante iniziative finalizzate non solo ad accogliere ma anche a sensibilizzare le realtà locali ad avere una maggiore attenzione nei confronti dei migranti. Un missionario che indicato la strada da percorrere a tanti ragazze e ragazze, e alcuni di loro ancora oggi continuano a camminare tra quella polvere, dedicando un’attenzione particolare alle persone più vulnerabili.
Emiliano Moccia

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